Beati gli uomini di buona volontà

nostra signora di lourdes

Lettera di fine anno del nostro
Presidente dott. Antonio Montemitro
rivolta a tutti gli unitalsiani

 

Cari amici
Con la festa dell’adesione si conclude il nostro anno unitalsiano.
Questa giornata ha una valenza importante: qualsiasi sia il modo in cui viviamo l’evento formalmente, nel cuore noi ci impegniamo, da cristiani della carità verso i più bisognosi, ad accompagnarli nel pellegrinaggio della vita, nostra e loro.
Non possiamo dimenticare che ci è stato fatto dono di questo compito, non possiamo con leggerezza voltarci dall’altra parte e chiuderci nel nostro egoismo e nella nostra indifferenza.
La Nostra Madre Celeste ci guarda con trepidazione, e ci segue nel nostro incerto cammino.
Per Lei siamo importanti, siamo unici, ed ad ognuno di noi ha dato un compito, nulla si svolge per caso nella nostra associazione di fraternità.
Non dobbiamo preoccuparci, non dobbiamo avere dubbi, dobbiamo solo assecondare gli eventi man mano che si presentano.
L’unica cosa che non dobbiamo fare è il contrasto, il non voler seguire il corso dei nostri compiti.
Nella mia attività unitalsiana ho visto comparire e scomparire tante persone prese dall’innamoramento, ma solo quelli che amano sono rimasti e continuano ad amare l’unitalsi.
L’innamoramento è un sentimento coinvolgente totalizzante, ma fugace, al contrario dell’amore, che è sostenuto dalla ragione oltre che dal cuore, è qualcosa che ha un respiro duraturo.
Scrivo queste riflessioni, perché la nostra vita è fugace, la scelta dell’unitalsi dovrebbe essere un’esperienza totalizzante la vita di una persona.
Il mio percorso di medico unitalsiano non ha mai dato adito a dubbi: ruolo ben definito, presenza silenziosa verso chi aveva bisogno di una pastiglia, di un consiglio, ma principalmente di essere ascoltato.
Con la presidenza, immeritata, sono comparsi i dubbi, perché sono aumentati i compiti e la responsabilità di guidare i nostri pellegrinaggi.
Tante sono le variabili, tante sono le differenze socioculturali, ma ci unisce l’anelito verso la culla di Lourdes e il senso di naturale fratellanze verso le persone che hanno bisogno di una “spinta” o semplicemente di essere affiancati nei momenti di preghiera comunitaria.
Questo è il compito che ci unisce.
Ma, e qui mi ripeto per l’ennesima volta, la crisi economica i costi dei pellegrinaggi, il mancato ricambio generazionale, portano ad un calo lento, ma progressivo del numero dei partecipanti a Lourdes, che resta il momento in cui il nostro cuore fa scorta di fede e speranza.
È vero quanto sto scrivendo: altri eventi nel corso dell’anno trovano la partecipazione numerosa di simpatizzanti, non scema l’interesse, anzi.
Purtroppo è l’organizzazione del pellegrinaggio che ha un costo per molti non più sostenibile.
Molte sottosezioni hanno abbandonato il treno per il meno impegnativo pullman.
Ma non è la stessa cosa: in treno inizia il nostro pellegrinaggio, in treno si fa adesione, in treno si recita la preghiera comunitaria, in treno e solo in treno si possono portare ammalati di un certo impegno.
Tutti avete letto o ascoltato che forse il prossimo anno qualcosa dovrebbe cambiare.
Quindi noi speriamo in meglio.
Vi invito ad essere uomini di buona volontà, a tenere alta l’attenzione verso la nostra associazione, per lasciarla migliore di come l’avete trovata.
Quando andate in ufficio, fatevi mostrare la bacheca con le foto di tutti i volontari che ci hanno preceduto.
Sono nostri fratelli che ci hanno lasciato in eredità un grande esempio di carità cristiana.
Non si vive senza storia, non si vive senza esempi.
E noi abbiamo lunga storia e grandi esempi.
Non mi abbandonate, ho bisogno di tutti.
Auguro a tutti, associati e simpatizzanti, un Sereno Natale.

Antonio Montemitro
Presidente Unitalsi sottosezione di Treviso

Condividi

Questo sito utilizza i cookie.

Utilizzando questo sito web, acconsenti all'utilizzo dei cookie. Per saperne di più

Accetto