Peregrinatio Santa Bernadette a Treviso

Bernadette SoubirousNei giorni 10, 11, 12 e 13 gennaio 2013 le reliquie di Santa Bernadette saranno a Treviso, grazie all'UNITALSI che le ha richieste per esporle al culto dei malati e pellegrini. Il 16 aprile 1879, Bernadette muore nel convento di Saint Gildard a Nevers. Il suo corpo rimane esposto alla venerazione del pubblico per tre giorni; quindi è rinchiuso in una doppia bara di piombo e quercia e sepolto nella cappellina dedicata a San Giuseppe, il 30 maggio. Nell'autunno 1909, il processo dell'Ordinario sulla reputazione di santità, virtù e miracoli di Bernadette è finito: necessita la ricognizione del corpo. Il 22 settembre 1909 medici, muratori, falegnami e alcune suore, giurano di dire la verità. Si aggiunge il sindaco e un assistente. Tolta la pietra tombale, estratta la cassa dalla quale, una volta aperta, viene notato come da essa non emana alcun odore: sembra come sia appena morta. Tutto è normale: pelle, occhi, viso, il corpo, le mani, il ventre è incavato e sonoro alla percussione. Lavato il corpo, rivestito, avvolto in seta bianca, la cassa riposta dov'era.
Sorprende i presenti il fatto che le malattie di Bernadette e lo stato del corpo alla morte, l'umidità della tomba della Cappella (abiti bagnati, rosario arrugginito e corroso, verde rame sul Crocifisso) tutto può facilitare la disintegrazione delle carni. Seconda ricognizione 3 aprile 1919, Pio X autorizza l'introduzione della causa di beatificazione. A causa della guerra, il processo è sospeso sino al termine della stessa. Alla presenza del vescovo di Nevers, dei medici, del commissario di polizia e membri del tribunale ecclesiastico, viene eseguito l'esame del corpo; ogni medico è isolato in una stanza per redigere il rapporto personale onde evitare di comunicare con i colleghi. I rapporti concordano perfettamente: corpo intatto, senza odore, quasi mummificato, trasporto senza difficoltà, vene sporgenti. Poi il corpo viene inumato nella Cappella.
Il 18 aprile 1925, il papa dichiara l'eroicità delle virtù di Bernadette. Necessita una terza ricognizione: presenti autorità, il vescovo, le suore, il tribunale ecclesiastico, testimoni, medici, commissario di polizia. Il dottor Comte, su richiesta del vescovo di Nevers, prende le reliquie dalla parte anteriore delle costole, 5a e 6a lato destro; il fegato è intatto, per cui preleva un frammento; due rotule, frammenti di muscolo sulle parti esterne delle cosce, molto molle. I medici concordano nel dire che il corpo di Bernadette è intatto in tutte le sue parti. Sorprende che il fegato, dopo 46 anni, sia rimasto molle. Il 14 giugno 1925, Pio XI proclama “Beata” Bernadette, ma non essendo ancora pronta l'urna, si arriva al 18 luglio per deporre il suo corpo nell'urna attuale, nella Cappella di Sant'Elena. La sera del 3 agosto l'urna è trasferita nella Cappella del convento di Saint Gilard.
Da quel giorno iniziano i pellegrinaggi: molti pellegrini rimangono stupiti nel vedere come il corpo di Bernadette sia così intatto: sul volto e sulle mani è posta una sottilissima maschera di cera. Medici di alcune estrazioni religiose, atei, agnostici, ufficiali di polizia, testimoni giurati, membri del tribunale ecclesiastico testimoniano l'autenticità dei referti medici: il corpo è in ottimo stato, come tutti gli organi interni. Chi osserva l'urna nota come essa sia nell'atto di accoglimento e preghiera che assumeva durante le Apparizioni: volto proteso verso la Santa Vergine, mani che sgranano il Rosario, dita che hanno scavato il terreno per far sgorgare la sorgente, orecchi che hanno udito i messaggi, labbra che hanno ripetuto al curato: “Io sono l'Immacolata Concezione”; il cuore che ha tanto amato Gesù, la Madonna e i peccatori. Guardando l'urna si rivive Lourdes, si percepisce la grazia di Massabielle. Bernadette è là, e ci invita alla preghiera che fortifica la nostra Fede, perché lei stessa ci ricorda che “Dio è Amore e non smette mai di chiamarci a passare dalla notte del nostro peccato alla Sua Luce Meravigliosa".

Bernardette

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